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O nessuna delle due? Una riflessione logica e semplice, analizzando il significato delle loro peculiarità
Partiamo da un presupposto pragmatico all'osso: quando siamo in sella, la nostra vista è la nostra prima e unica assicurazione sulla vita. Se non vedi il pericolo, non puoi evitarlo, semplice. C'è un sacco di marketing in giro e spesso ci si può sentire attratti dall'ultimo ritrovato tecnologico. Ma noi qui mettiamo sempre da parte i paroloni delle pubblicità e andiamo alla base delle cose, quella vera, quella semplice, senza sovrastrutture, senza make-up. E avvicinandosi l'estate parliamo di occhiali da sole per moto.
Scopriremo insieme perché usare lenti polarizzate o lenti fotocromatiche sotto il casco potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol per la tua sicurezza, rispetto alle care e vecchie lenti da sole tradizionali.
Lenti polarizzate in moto: perché è meglio evitarle?
Le lenti polarizzate sono fantastiche se sei in barca a vela o in spiaggia, perché hanno un filtro speciale che "taglia" i fastidiosi riflessi orizzontali della luce. Anche per guidare in auto sono fantastiche e quindi uno potrebbe pensare che allo stesso modo siano ottime anche in moto. Eppure in moto questa magia può trasformarsi in un grosso pericolo. Ecco perché:
1. Ti nascondono i pericoli sull'asfalto
Sai come facciamo ad accorgerci in anticipo di una bella macchia d'olio, di una pozza d'acqua o di ghiaccio in curva? Grazie al riflesso della luce. È proprio quel riverbero a far suonare l'allarme nel nostro cervello. E' quel riverbero che ti fa capire che c'è del bagnato e non è una macchia di asfalto nuovo. Il filtro polarizzante fa il suo lavoro "troppo" bene in questo caso. Cancellando quel riflesso ci può togliere letteralmente le informazioni visive vitali per capire quanto grip ha l'asfalto che stai per calpestare.
Quindi sono perfette per il 99,9% del tempo anche in moto, aiutandoti a non affaticare la vista magari quando ti devi pippare 4 ore di pallostrada sotto il sole in mezzo alle auto l'ultimo giorno rientrando a casa.
Ma basta quel 0,1% delle volte per aggiungere all'equazione un certo rischio. Riflettiamoci.
2. Schermi neri ed "effetti psichedelici"
Anche questo non vale sempre, su tutte le moto, ma è un aspetto da considerare. I display TFT o lo schermo del GPS funzionano emettendo luce polarizzata. Se indossi occhiali polarizzati e inclini la testa anche solo di poco per impostare la curva, lo schermo potrebbe diventare improvvisamente nero. Fateci caso, succede anche con il cellulare quando passeggiate indossando occhiali polarizzati: la polarizzazione ha una "direzione" (di solito in diagonale perchè è l'unico orientamento in cui non guardi normalmente) e se sei orientato sulla stessa direzione non vedi più niente.
A riguardo c'è un altro aspetto ancora: se tieni gli occhiali polarizzati dietro la visiera del casco (che è in policarbonato), la lente può fare a pugni con la plastica creando un fastidiosissimo effetto arcobaleno (tecnicamente si chiama "birifrangenza") che ti sballa completamente la visuale e stanca gli occhi. Quindi:
se anche puoi verificare da fermo se il tuo TFT, GPS, cellulare e visiera creino problemi, resta comunque il rischio "bagnato invisibile"...
E quello dipende dalla strada, non dal tuo "setup".
Occhiali fotocromatici per motociclisti: una promessa mancata
Bene, allora uno dice: passiamo direttamente al livello successivo, le lenti fotocromatiche, così quando entro in galleria o viene nuvolo in automatico si adattano. Figata, visto che in moto mettere e togliere gli occhiali non è agile come in auto o a piedi.
Sulla carta sembrano la soluzione definitiva: si scuriscono col sole e diventano trasparenti quando fa buio. In base a quanto volete spendere sono più o meno veloci a cambiare, eppure, nell'uso pratico in sella, ci si scontra con due muri a volte insormontabili della fisica.
1. Il blocco della visiera (non si scuriscono!)
Come funziona una lente fotocromatica? Usa una reazione chimica attivata dai raggi UV del sole. Il problema è che molte delle visiere trasparenti dei caschi fanno da scudo perchè sono già anti-UV di loro, bloccandoli proprio per proteggerti! Il risultato è tragicomico: tu sei sotto un sole che spacca le pietre, ma i tuoi occhiali fotocromatici, "nascosti" dietro la visiera chiusa rimangono chiari, o si scuriscono in modo ridicolo, lasciandoti accecato.
Quindi ok per chi usa i jet o i modulari, ma non tanto per chi usa gli integrali
2. L'incubo delle gallerie e i tempi di reazione
Come dicevamo prima, tra lenti fotocromatiche economiche e costose la differenza principale sta nel tempo di reazione e quindi nella "velocità" con cui cambia la trasparenza.
Ma nemmeno quelli costosi sono istantanei, quindi
mettiamo anche caso che tu stia viaggiando con la visiera alzata e che quindi la lente sia bella scura.
Entri in galleria.
In una di quelle buie.
A 100 all'ora.
In quel momento hai bisogno di vedere immediatamente dove stai mettendo le ruote. Le lenti fotocromatiche, purtroppo, non sono magiche: ci mettono secondi (decine, non 2 o 3) a schiarirsi. In quegli istanti sei praticamente un pilota bendato. Questo ritardo spaventoso abbassa le tue difese e può creare situazioni di pericolo.
Quando esci la situazione migliora un po' perchè da buio a luce, cioè da lente chiara a lente scura, i tempi sono più rapidi (anche se comunque sempre legati alla temperatura). Il limite tecnico è proprio al contrario, cioè da lente scura a chiara, cioè quando serve di più.
Opzioni bonus
Le cito, ma con riserva.
Lenti fotocromatiche a attivazione a luce visibile (o Extra Active)
Mentre le fotocromatiche standard sono come "pigre" e si svegliano solo se colpite direttamente dai raggi UV, queste hanno una chimica più sensibile che reagisce anche alla semplice luminosità ambientale, quindi con visiera abbassata. Le producono Transitions, Zeiss, Hoya, hanno comunque un certo costo, spesso non diventano completamente trasparenti per via dei pigmenti sempre un po' "allertati", e non si schiariscono comunque in maniera sensibilmente più veloce.
Vanno bene solo se proprio non volete fare a meno delle fotocromatiche e usate un integrale
Lenti elettrocromiche
Qui salto della specie per nerd: tra due strati di policarbonato viene messo un film di cristalli liquidi o un polimero elettro-attivo. Quando viene applicata una tensione elettrica (tramite una batteria integrata nella montatura), le molecole si riallineano istantaneamente e cambia il modo in cui la luce le attraversa. Sono istantanee (meno di 0,1 secondi) e puoi controllarle tu con un tasto o affidarti a un sensore di luminosità. Parliamo però di prezzi anche qui più alti, di "dipendenza" da powerbank perchè le devi caricare, e potrebbero dare fastidio alle tempie dato che spesso l'elettronica è nelle aste.
La scelta migliore per il motociclista: le care vecchie lenti "normali"
Alla fine della fiera, cosa dovremmo metterci sotto il casco integrale per goderci la piega in totale sicurezza? Semplice: i vecchi, affidabili e banalissimi occhiali da sole con lenti tradizionali (una lente scura fissa, di Categoria 2 o 3). Niente filtri strani, niente alchimie fotocromatiche, solo un base 8-9 magari, ecco, che sono avvolgenti, "fascianti", quelli tipici del mondo sportivo per intenderci:
- ampliano il campo visivo nella visione periferica
- si riducono gli angoli ciechi
- rischiano meno di battere contro gli interni del caso
- proteggono da polvere/insetti e vento, in un certo senso
Ma al di là della forma ergonomica, che puoi trovare anche in altre lenti, le tradizionali vincono la maggior parte delle volte:
- Leggi la strada come un libro aperto: I riflessi su acqua, ghiaccio e olio rimangono visibili, avvisandoti del pericolo in tempo zero.
- Strumentazione sempre amica: Nessun conflitto con display TFT, LCD, navigatori o visiere arcobaleno. Vedi tutto sempre chiaro e limpido.
- Reazione immediata: Entri in galleria? Ti basta un rapido movimento della testa per guardare sopra o sotto la montatura, nessun tempo di attesa.
In moto, la semplicità è amica della pelle. Aggiungere filtri polarizzanti o lenti fotocromatiche non ti rende sempre un pilota più figo o più al sicuro, anzi: può introdurre "buchi di sistema" che ti tolgono informazioni preziose. Scegli occhiali semplici e tieni sempre gli occhi spalancati.
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