Oggi parliamo delle tipologie di legno e dei semilavorati più diffusi sul mercato. Questo articolo non vuole essere un'enciclopedia dedicata agli esperti del settore, ma una guida rapida e riassuntiva per aiutarvi a comprendere i termini base della falegnameria.
Perché (ri)conoscere i materiali legnosi?
Ho creato questo breve glossario per permetterci di parlare la stessa lingua. Sapere la differenza tra i vari materiali è fondamentale, sia per capire cosa acquistare per i vostri progetti, sia per essere consapevoli di cosa vi stiano vendendo. Se poi vorrete un approfondimento tecnico a livello molecolare, basta chiedere! Siamo su tutti i social :-)
I principali materiali: dal legno massello ai semilavorati
Iniziamo con una rapida carrellata dei materiali che analizzeremo. A fine articolo trovate una tabella riassuntiva con tutte le principali informazioni. Partiamo dall'unico prodotto 100% made in Madre Natura per poi passare ai derivati industriali:
- Legno Massello: il re dei materiali, ricavato direttamente dal tronco dell'albero
- Compensato e Multistrato: pannelli composti da strati di legno incollati tra loro
- Truciolare e OSB: realizzati con scarti di legno e scaglie pressate
- MDF: fibre di legno a media densità frullate e impastate, ideale per la laccatura
- Laminato: non un tipo di legno ma un rivestimento estetico e protettivo applicato ai pannelli
- Lamellare e Listellare: listelli di legno massiccio assemblati per ottenere stabilità. Simili per nome ma molto diversi tra loro
- Tamburato (Bonus): ne parliamo non perché sia un legno pregiato, ma per insegnarvi a riconoscerlo e starne alla larga se cercate la qualità
Siete pronti a scoprire nel dettaglio ogni singolo materiale? Vediamoli insieme.
1. Legno Massello: cos'è e come si ottiene
Partiamo dalle basi: cos'è il legno massello? Il processo è semplice: si prende un albero, si sega e si ottiene massello. Fine. Attenzione alla terminologia tecnica: si dice massello, non "massiccio". Mentre l'oro si definisce massiccio per indicarne la purezza, per il legno il termine corretto che identifica il materiale estratto direttamente dal tronco è proprio massello. Un oggetto può anche essere definito "massiccio" come aggettivo per indicarne la solidità strutturale, ma il materiale rimane massello.
Le essenze del legno: dalla scelta al progetto
Il legno massello è il materiale che utilizzo, ad esempio, per realizzare grandi tavoli, anche allungabili, per 8-10 persone: pensate ad una tavola unica di cedro del Libano secolare: una fetta di un albero di 120 anni che diventa un pezzo d'arredamento unico. In falegnameria si parla di essenza per indicare la specie botanica dell'albero: che sia abete, faggio, noce, sequoia, olivo o bambù, ogni tipo di legno ha le sue venature e caratteristiche estetiche.
Vantaggi e limiti del legno massello
Sebbene sia considerato "sua maestà" per prestigio e rarità, il massello non è sempre la scelta migliore per ogni progetto. I suoi limiti principali si possono raggruppare in due categorie:
- Dimensioni vincolate: non possiamo ottenere una superficie maggiore rispetto al diametro dell'albero originale. Se il tronco misurava 30 cm, non è possibile ricavare una tavola unica da 40 cm senza giunzioni
- Instabilità dimensionale: essendo un materiale "vivo", il massello è soggetto a deformazioni (torsioni e flessioni) causate da temperatura e umidità. I cambiamenti repentini del microclima domestico sono i nemici principali della sua stabilità
Manutenzione e cura nel tempo
Il legno naturale richiede attenzione. Per mantenerlo splendido come il tavolo in noce o ciliegio della nonna, va nutrito periodicamente. Prodotti come l'olio paglierino, l'olio Danese o l'olio di lino cotto sono essenziali per proteggere le fibre, insieme a trattamenti specifici come l'antitarlo per preservarne l'integrità negli anni.
2. Compensato e Multistrato: differenze e caratteristiche tecniche
Passiamo ora a compensato e multistrato. Spesso questi termini vengono usati come sinonimi, ma tecnicamente il compensato (che è solitamente composto da tre strati) è un tipo particolare di multistrato. Sebbene in alcune zone d'Italia il termine "compensato" sia usato in modo quasi dispregiativo, la realtà è diversa: esistono multistrato che offrono una lavorabilità e una durata nel tempo superiori a molti legni masselli.
La struttura "a wafer": resistenza e stabilità Meccanica
Il multistrato è strutturato come un wafer, dove i vari strati di legno sono sovrapposti con la venatura alternata (uno strato orizzontale e uno verticale). Questo ingegnoso stratagemma serve a risolvere i limiti del massello, rendendo il pannello estremamente resistente alle sollecitazioni meccaniche e minimizzando il rischio di deformazioni. Non è un materiale che punta tutto sull'estetica ("non è la supermodella"), ma è il semilavorato più duttile e affidabile per garantire la tenuta strutturale di un manufatto (cioè è "quella che ti sposeresti").
Una curiosità tecnica: gli strati sono quasi sempre in numero dispari. Parliamo di 3 strati per il compensato classico (con spessore fino a max 8 mm), arrivando a 5, 7 o più per i multistrati di spessore maggiore. Il costo del pannello varia in base alle dimensioni, ma soprattutto in base a tre fattori chiave:
- Tipo di essenza: un multistrato di pioppo è più economico rispetto a quelli di betulla o okumè
- Classificazione delle facce esterne: la qualità estetica del legno a vista
- Resistenza agli agenti atmosferici: legati non solo all'essenza ma anche alla tipologia di colla e processo produttivo utilizzati
Classificazione della qualità: leggere le sigle (AA, AB, 1-4 ecc.)
La qualità estetica di un multistrato si definisce in base alle sue facce esterne. Secondo le norme UNI (vecchie o nuove), vengono assegnate lettere o numeri (ad esempio AA o 1/1). Un pannello AA è di alta qualità su entrambi i lati e avrà un costo superiore. Un pannello AB (1/2), invece, è perfetto su un lato e presenta piccole imperfezioni sull'altro: un'ottima scelta per risparmiare se una delle due facce non rimarrà in vista.
Attenzione alle classi inferiori (Classe C, Qualità 3 o 4): qui i difetti come nodi o fessure possono ostacolare il lavoro con utensili e ferramenta. Se potete, visionate sempre i pannelli di qualità inferiore prima dell'acquisto per valutare se i difetti sono accettabili per il vostro progetto.
Multistrato per esterni: marino e fenolico
Un fattore cruciale per la durata del progetto è la resistenza all'umidità, che dipende dai collanti impiegati. Se il vostro manufatto deve stare all'aperto, cercate termini come multistrato Marino o Fenolico: questi procedimenti garantiscono una resistenza superiore agli agenti atmosferici. In caso contrario, il materiale va considerato solo da interni poiché teme fortemente l'umidità.
3. Truciolare: il protagonista dell'arredamento moderno
Oggi parlare di truciolare significa parlare della stragrande maggioranza dei mobili in commercio. Non si tratta solo di Ikea: a meno che non sia specificato diversamente, quasi ogni negozio, marca o designer utilizza pannelli di truciolare. Tecnicamente, più che di vero legno, parliamo di pannelli di fibra di legno, realizzati assemblando trucioli, scarti di lavorazione e riciclaggi vari tenuti insieme da colle specifiche.
Perché non riconosciamo il truciolare nei nostri mobili?
Molti pensano di non avere mobili in truciolare in casa, ma la realtà è che questo materiale non si mostra quasi mai allo stato puro. Una volta impastato, pressato e calibrato (ovvero spianato per ottenere uno spessore uniforme), il pannello viene rivestito con "fogli estetici". Un non addetto ai lavori non saprà mai che si tratta di truciolare finché non decide di tagliarlo, rivelando l'interno granuloso simile a segatura grossolana incollata.
I limiti del truciolare grezzo: Lavorabilità e Umidità
Se state pensando di acquistare del materiale per i vostri progetti di fai da te, il consiglio è di evitare il truciolare grezzo e preferire il multistrato, che è qualitativamente superiore. Il truciolare è spesso un materiale che "ci ritroviamo" nei mobili acquistati o che recuperiamo per lavori di scarsa importanza, ma presenta criticità notevoli:
- Effetto spugna: il truciolare grezzo teme l'acqua in modo estremo. Se esposto all'umidità si gonfia rapidamente, creando "vesciche" antiestetiche e compromettendo la struttura
- Difficoltà di lavorazione: è un materiale ostico sia per gli attrezzi manuali che per quelli elettrici. Tende a sfrangiarsi durante il taglio e a sfaldarsi quando viene forato; dimenticatevi di usare lo scalpello su questo supporto
- Estetica povera: allo stato grezzo, il suo aspetto ricorda prodotti integrali, roba alla crusca per vegani, trasmettendo immediatamente una sensazione di scarsa qualità rispetto al legno naturale
Il vantaggio competitivo: perché è così diffuso?
Nonostante i difetti tecnici, il truciolare resta il materiale più utilizzato nell'industria del mobile per ragioni puramente economiche. Ha il costo più basso sul mercato, è estremamente facile da produrre su scala industriale ed è perfetto per essere rivestito. Grazie alla calibrazione precisa, una volta applicata la finitura esterna, il "cuore" di scarto del pannello diventa invisibile, permettendo di vendere mobili esteticamente gradevoli a prezzi contenuti.
4. OSB: le differenze con il truciolare
L'OSB (Oriented Strand Board) può essere immaginato come un truciolare "visto al microscopio", ma con caratteristiche decisamente più interessanti da un certo punto di vista. A differenza del truciolare classico, l'OSB è composto da frammenti di legno molto più grossi e orientati, il che lo rende un materiale decisamente più resistente all'acqua e all'umidità.
Essendo meno compatto nelle fibre, viene prodotto generalmente in spessori elevati (20/30 mm): un pannello di OSB inferiore a 1 cm sarebbe infatti troppo fragile per essere manipolato in sicurezza.
Applicazioni comuni: dall'edilizia agli imballaggi
Grazie al suo eccellente rapporto tra resistenza e prezzo, l'OSB è il re del settore edile. Viene utilizzato comunemente per:
- • Cantieristica: per chiudere temporaneamente aperture di porte e finestre prima del montaggio dei serramenti
- • Sicurezza: per coprire buchi nelle pavimentazioni durante i lavori in corso, evitando che la gente ci finisca dentro
- • Isolamento: molto impiegato nei sottotetti per le sue proprietà termiche e di resistenza meccanica
- • Logistica: ideale per la creazione di casse, imballaggi e telai robusti
Spesso lo troviamo anche "nascosto" all'interno della struttura dei divani, dove serve solidità a costi contenuti.
Utilizzare l'OSB nel design e nel fai da te
Bisogna tenere a mente che l'OSB non è un materiale calibrato: la sua superficie non è liscia o di precisione, quindi non è l'ideale per piccoli manufatti che richiedono dettagli millimetrici. Tuttavia, se apprezzate un design "ruvido" e industriale, può dare grandi soddisfazioni. Io stesso l'ho utilizzato per progetti complessi, come il mobile per l'aspiratore con cassetti a scomparsa e supporto per il trapano a colonna: un esempio di come questo materiale, se calcolato strutturalmente bene, possa essere estremamente solido.
Consigli tecnici per la lavorazione
Lavorare l'OSB richiede una marcia in più rispetto ad altri semilavorati. Non basta fare quattro tagli e inserire tre viti a caso; è necessaria una minima competenza meccanica. Se non si progetta correttamente la distribuzione dei pesi e dei punti di fissaggio, il rischio è che il materiale si spacchi o si sfaldi tra le mani. Se usato con criterio, rimane un'ottima scelta per strutture che devono essere "stagne" e resistenti nel tempo ad un costo giusto.
5. MDF
L'MDF (Medium Density Fibreboard) è un altro membro della famiglia dei pannelli di fibra, ma con una struttura molecolare molto diversa rispetto all'OSB o al truciolare. Se l'OSB è composto da frammenti macroscopici, nel caso dell'MDF il legno è ridotto a una polvere finissima, tenuta insieme da colle e resine. Questa composizione conferisce al pannello una densità molto più alta: a parità di dimensioni, un pannello di MDF pesa sensibilmente di più rispetto a uno in truciolare.
Proprietà fisiche: superficie liscia e fragilità dei bordi
Al tatto, l'MDF è il materiale più liscio in assoluto, tanto da non sembrare quasi nemmeno legno. Tuttavia, questa compattezza nasconde una certa delicatezza: essendo polvere pressata, gli angoli e i bordi sono soggetti a sbeccarsi con facilità. La sua struttura è particolare: sebbene sia facile da lavorare grazie alla sua morbidezza e permetta tagli molto precisi (superiori al truciolare), soffre di una scarsa tenuta nello spessore. Se si incide un pannello lateralmente, c'è il rischio che si sfaldi "sfogliandosi" come un libro, separandosi in due strati distinti.
Applicazioni e finiture: il re della laccatura
Come per il truciolare, è raro trovare manufatti finiti in MDF grezzo; quasi il 100% delle volte questo materiale viene rivestito o verniciato. L'MDF è il supporto più amato dalla laccatura lucida o opaca delle ante dei mobili, grazie alla sua superficie perfettamente planare e priva di irregolarità. Mentre il truciolare si presta meglio a rivestimenti laminati, l'MDF è insuperabile quando si parla di verniciatura professionale.
Consigli per la lavorazione corretta del MDF
Per ottenere i migliori risultati ed evitare danni strutturali, è fondamentale seguire alcune regole:
- Lavorazione perpendicolare: l'MDF va lavorato sempre perpendicolarmente alle facce principali
- Attenzione allo spessore: evitate di incidere o sollecitare eccessivamente il profilo laterale per non innescare lo sfaldamento delle fibre
- Precisione: sfruttate la sua omogeneità per ottenere bordi puliti, ideali per mobili dal design moderno e minimale
6. Laminato e Nobilitato: il segreto dell'arredamento moderno
Arriviamo al fulcro della questione: il legno laminato. È importante chiarire che con "laminato" non si intende un tipo di legno specifico, ma di un trattamento di rivestimento applicato a pannelli che, non essendo esteticamente gradevoli o facili da pulire (come il truciolare o l'MDF), necessitano di essere "nascosti e protetti". Non a caso, questo materiale viene spesso chiamato nobilitato: un termine commerciale per rendere più "nobile" un supporto di qualità inferiore (inteso rispetto al massello).
Estetica e materiali: dalla melamina alle finiture high-tech
Il cuore del pannello è quasi sempre truciolare, su cui viene incollata una superficie plastica stampata, la famosa melamina (da qui il termine pannelli melaminici). Grazie a questa tecnologia, si può ottenere qualsiasi aspetto estetico: venature del legno realistiche anche al tatto, simulazioni della pietra, tinte unite, fantasie geometriche o arcobaleno. È il materiale che domina i grandi store come Ikea, dove il cliente finale cerca un prodotto bello, economico e facile da manutenere.
Sfide tecniche: come tagliare e bordare il laminato
Costruire manufatti in laminato richiede un'attrezzatura specifica e molta attenzione. Non è possibile tagliare questi pannelli con un semplice seghetto alternativo senza rischiare di sbeccare il rivestimento superficiale. Per ottenere un lavoro pulito, servono lame apposite e tecniche di taglio precise.
Un altro aspetto fondamentale della lavorazione, qualora voleste cimentarvi nell'utilizzo di un laminato per la vostra prossima costruzione, è la bordatura. Ogni volta che si effettua un taglio, il "cuore" in truciolare viene esposto. È quindi necessario utilizzare:
- Bordi preincollati: strisce di rivestimento da applicare con il calore (ferro da stiro o bordatrice)
- Tagliabordi: per rifilare l'eccesso e rendere il bordo omogeneo alla faccia del pannello
- Protezione totale: mai lasciare un lato non bordato, anche se nascosto
Il pericolo dell'umidità: l'importanza di una bordatura perfetta
Molti hobbisti trascurano di bordare i lati non in vista, ma questo è un errore grave. Se il mobile finisce in un ambiente umido (anche meno di un bagno o una cucina), la parte di truciolare esposta attiverà immediatamente l'effetto spugna. L'umidità penetra nella fessura, il legno si gonfia e il rivestimento laminato inizierà a staccarsi o a creare bolle, rovinando irrimediabilmente il manufatto.
7. Legno Lamellare: a cosa serve e come viene realizzato
Il legno lamellare è un materiale tecnologico ottenuto dall'unione di vari elementi di massello (solitamente tavole o travetti) incollati tra loro. Immaginatelo come un "Tetris" di legno: questa tecnica permette di superare i limiti dimensionali del tronco originale. Se con il massello siamo vincolati al diametro dell'albero, con il lamellare possiamo creare travi e pannelli di qualsiasi lunghezza e spessore, garantendo al contempo un'altissima tenuta meccanica.
Esempi d'uso: dai taglieri in bambù alle grandi strutture
Un esempio classico di lamellare nel quotidiano è il tagliere in bambù. Poiché la canna di bambù è cava all'interno, non esiste il "massello di bambù" in grandi sezioni; è necessario ridurre la canna in micro-fette e riassemblarle. Oltre ai piccoli oggetti, il lamellare (spesso in abete, frassino o larice) è il protagonista dell'edilizia moderna: dai gazebo per esterni fino alle case passive e alle coperture di palazzetti e centri congressi.
Esteticamente, il lamellare si distingue facilmente dal massello perché la giunzione tra una lamella e l'altra è chiaramente visibile. Guardando la sezione del legno, noterete proprio la trama dei diversi pezzi accostati e incollati, simile a una costruzione in mattoncini LEGO.
Un caso particolare: Il pannello giallo da armatura
Per capire come i termini tecnici si intreccino, analizziamo i pannelli da getto (le famose assi gialle usate dai muratori per le casseforme del calcestruzzo). Tecnicamente, questi sono pannelli lamellari multistrato a tre strati. Ecco perché questa definizione:
- Lamellare: perchè ogni strato non è una fetta unica di albero, ma è composto da più lamelle accostate
- Multistrato: perchè il pannello finale è composto da tre di questi strati sovrapposti
Nonostante i tre strati, non si definisce "compensato" perché lo spessore di ogni singolo livello è poco meno di 1 cm, per un totale di 27 mm, molto più alto rispetto ai pochi millimetri (6-8) tipici dei compensati classici. È l'esempio perfetto di come l'ingegneria del legno combini diverse tecniche per ottenere la massima resistenza in cantiere.
8. Legno Listellare: il "laminato imborghesito"
Il legno listellare è un materiale sofisticato che potremmo definire come un "laminato imborghesito" o un "lamellare placcato". Si tratta di un semilavorato d'alta gamma, generalmente composto da cinque strati sovrapposti, ognuno con una funzione specifica per garantire il massimo della qualità e della stabilità strutturale.
La struttura tecnica a 5 strati del listellare
Per capire perché questo materiale è così apprezzato in falegnameria, bisogna analizzarne l'architettura interna:
- • Il cuore centrale (strato n. 3): è lo strato più spesso (anche 80-90% dello spessore totale), è normalmente formato da listelli di legno massello accostati lateralmente. A differenza del lamellare classico, qui i listelli formano un unico piano senza l'incrocio a "effetto tetris"
- • Gli strati esterni (1 e 5): sono le facce a vista del pannello. Possono essere realizzate in MDF, ideale per chi desidera una laccatura perfetta, oppure in massello pregiato (come noce o rovere). Questo permette di avere l'estetica di un legno costoso riducendo il prezzo complessivo
- • Gli strati intermedi (2 e 4): posizionati tra il cuore e le facce esterne, questi strati sono solitamente in legno di pioppo. La loro particolarità è la venatura opposta rispetto al cuore e allo strato esterno: questo incrocio garantisce una stabilità eccezionale, evitando che il pannello si imbarchi, si deformi o si sfogli nel tempo
Utilizzi e vantaggi del pannello listellare
Il listellare è la scelta migliore per la costruzione di ante per armadi, porte interne e piani di lavoro. Viene preferito quando il progetto richiede un mix perfetto di leggerezza, stabilità dimensionale e un aspetto estetico impeccabile. Grazie alla sua anima in listelli, il pannello rimane dritto anche su grandi formati, superando in affidabilità il massello tradizionale.
Costi e Valore del materiale
Tra tutti i semilavorati analizzati, il listellare è potenzialmente il più costoso. Il prezzo elevato è giustificato dalla complessità del processo produttivo, dall'alto numero di passaggi necessari per l'assemblaggio e dalla varietà di materiali pregiati utilizzati per la sua costruzione. Investire nel listellare significa scegliere un supporto che durerà decenni senza perdere la sua forma originale.
9. Tamburato: l'illusione della solidità
Concludiamo la nostra analisi parlando del tamburato. È fondamentale trattarlo subito dopo il listellare perché, a un occhio inesperto o in condizioni di scarsa visibilità, magari pure dopo un paio di gin tonic, i due materiali potrebbero essere confusi. Tuttavia, se il listellare rappresenta l'eccellenza dei semilavorati, il tamburato si colloca all'estremo opposto della scala qualitativa.
Composizione tecnica: Un cuore di cartone
La struttura del tamburato è pensata per simulare uno spessore importante riducendo al minimo i costi e il peso. Si compone di due strati esterni sottili (solitamente in truciolare o MDF), che vengono laccati o laminati per apparire esteticamente gradevoli. Questi pannelli vengono incollati su un telaio perimetrale, ma l'interno è praticamente vuoto: lo spazio centrale è riempito da un nido d'ape di cartone che serve solo a dare struttura all'involucro.
Perché il tamburato va evitato nel fai da te
Il tamburato non è vero legno e, per chi ama costruire, è un materiale da cui stare alla larga. Ecco i motivi principali per cui non dovresti acquistarlo per i tuoi progetti:
- Impossibilità di taglio: Non pensare di comprare un pannello di tamburato economico per poi sezionarlo a casa e costruirci qualcosa. Una volta tagliato, rivelerà la sua anima di cartone, rendendo impossibile fissare viti, cerniere o rifinire i bordi
- Assenza di consistenza: trattandosi di un involucro vuoto, non ha alcuna resistenza meccanica per supportare carichi o lavorazioni complesse
- Difficoltà di riparazione: Se la superficie esterna si danneggia, il ripristino è quasi impossibile data la mancanza di un supporto solido sottostante.
In sintesi, il tamburato nasce per scopi industriali specifici dove la leggerezza estrema è l'unico requisito (come in alcune ante di armadi economici o porte interne di bassa qualità), ma per la vera falegnameria è un materiale che non offre alcuna possibilità di manovra. Se cerchi sostanza e durata, orientati sempre verso il listellare o il multistrato.
Come scegliere il legno giusto per ogni lavoro
In questa carrellata abbiamo visto come il mondo della falegnameria e del mobile sia estremamente variegato. Non esiste un "legno migliore" in assoluto, ma esiste il materiale corretto per ogni specifica applicazione. Scegliere consapevolmente tra un legno massello pregiato e un multistrato tecnico può fare la differenza tra un mobile che dura una vita e uno che si imbarca dopo pochi mesi.
Riepilogo rapido per i tuoi acquisti
Per non sbagliare la prossima volta che entrate in un brico o in una falegnameria, ricordate questi punti chiave:
- Per la massima estetica e valore: puntate sul legno massello o sul listellare di alta qualità
- Per strutture resistenti e stabili: Il multistrato (betulla o pioppo) è il vostro miglior alleato, specialmente nelle varianti marino o fenolico per l'esterno
- Per mobili laccati o economici: l'MDF è imbattibile per la finitura lucida, mentre il truciolare nobilitato (laminato) è la soluzione standard per l'arredamento low-cost
- Per strutture grezze e cantieri: l'OSB offre un rapporto resistenza/prezzo imbattibile, a patto di accettare un design più industriale e ruvido
- Cosa evitare: state alla larga dal tamburato se avete intenzione di tagliare, forare o modificare il pannello, poiché il suo cuore di cartone non permette lavorazioni strutturali
Acquisti consapevoli
Conoscere la differenza tra un'essenza naturale e un rivestimento in melamina non vi serve solo per costruire meglio, ma soprattutto per capire cosa vi stanno vendendo. Un prezzo troppo basso nasconde spesso un'anima in truciolare o tamburato, mentre un investimento nel listellare o nel massello garantisce solidità e riparabilità nel tempo. Ora che avete questo glossario del legno a disposizione, non vi resta che misurare (almeno 2 volte), tagliare e iniziare a creare!
| Tipologia Legno | Composizione Principale | Resistenza Meccanica | Costo Stimato | Uso Consigliato |
|---|---|---|---|---|
| Legno Massello | Tronco d'albero naturale | Alta (ma instabile) | Molto Alto | Mobili di pregio, tavoli, strutture portanti |
| Compensato | 3 strati di legno incrociati | Bassa / Media | Basso / Medio | Fondi di cassetti, schiene di mobili, modellismo |
| Multistrato | 5+ strati di legno incrociati | Molto Alta | Medio / Alto | Strutture robuste, arredamento tecnico, nautica |
| Truciolare | Scarti di legno e colla | Bassa | Molto Basso | Mobili economici (se rivestito), ripiani interni |
| OSB | Scaglie di legno orientate | Alta (anche all'umidità) | Basso | Cantiere, edilizia, imballaggi, design industriale |
| MDF | Polvere di legno pressata | Media | Basso | Mobili laccati, cornici, componenti pantografati |
| Laminato / Nobilitato | Truciolare/MDF + Melamina | Legata al supporto | Basso / Medio | Cucine, mobili ufficio, superfici facili da pulire |
| Lamellare | Listelli di massello incollati | Altissima | Alto | Grandi travi, tetti, gazebo, taglieri (bambù) |
| Listellare | Anima in listelli + 2 strati + facce | Alta e molto stabile | Molto Alto | Ante di grandi armadi, porte, piani cucina |
| Tamburato | Telaio + nido d'ape in cartone | Molto Bassa | Medio / Basso | Porte interne economiche, ante leggere di serie |