Tabella Preforo Filettatura: diametri e calcoli per forare prima di maschiare

Tabella Preforo Filettatura: diametri e calcoli per forare prima di maschiare

21 maggio 2025
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Come calcolare la punta corretta per forare prima di maschiare ed evitare di rompere i maschi nel metallo

Nessuna trilogia sarebbe completa senza un prequel. E nel caso della filettatura, il nostro prequel si chiama punta elicoidale da preforo. È lei che prepara il terreno, che crea il foro guida e che decide, in un certo senso, il destino del maschio. Una dimensione sbagliata qui e la trama salta, il maschio piange e la filettatura va a farsi benedire.

Le punte non sono tutte uguali; e non intendo solo la differenza tra punte per legno, ferro o cemento (di cui comunque trovate qui l'articolo dedicato). Parlo proprio delle punte da ferro, che hanno comunque molte varianti. Queste ad esempio sono in acciaio HSS, un'ottima via di mezzo tra l'economico e l'esoterico. Poi, certo, ci sono anche quelle ricoperte di titanio o quelle forgiate in adamantio come le spade elfiche, ma quello non ci interessa. Quello che ci interessa è il loro unico scopo: forare con estrema precisione.

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In questa fase infatti abbiamo bisogno di precisione a quintali. Per questo motivo queste punte normalmente sono di qualità superiore e hanno tolleranze minori rispetto a una comune punta da metallo, magari pure rullata. Sono comunque punte delicate, da trattare con i guanti e non da buttare alla rinfusa nel cassetto. Spesso sono le grandi incomprese: se ti serve una punta da 5 mm e qualcuno ti dice "prendi quella da 6 che è uguale", sappi che è un errore terribile. E ora vediamo subito il perchè, prima che la polizia del filetto arrivi di gran carriera ad arrestarti.

1° Principio del Teorema del Filetto: perché il foro deve essere più piccolo?

Il principio è semplice: se devi maschiare un M6 in un pezzo di ferro, non puoi fare un foro da 6 mm. Sorpresa! La punta da preforo deve essere leggermente più piccola del diametro nominale della filettatura perché il maschiatore deve trovare materiale da tagliare (la famosa "ciccia"). Non stiamo facendo solo un buco, stiamo preparando il terreno per una scultura a spirale.

Se facciamo un foro da 6 mm, una vite M6 ci passerà dentro senza problemi e non potrà mai avvitarsi. Una vite M6 ha un diametro esterno (D) di 6 mm, ma è l'intera struttura ad occuparli, non solo il solco.

Serve un foro più piccolo che, una volta lavorato col maschio, generi una madrevite i cui fondi siano distanti 6 mm tra loro.

Ricordate? Sono i fondi del solco a dover misurare 6 mm, quindi il foro iniziale deve essere più stretto per lasciare il materiale necessario a generare le creste.

La matematica del preforo: perché "1 mm in meno" non è sempre corretto

Molti pensano: "Ok, allora se devo filettare un diametro X, prendo la punta appena più piccola": se devo fare un M8 foro col 7, se devo fare un M4 foro col 3 e via dicendo. Mi spiace cari miei, ma non è così. Le cose sono un po' più complicate e serve un po' di matematica.

Nell'articolo introduttivo abbiamo detto che il profilo metrico ha una sezione a triangolo equilatero. In un triangolo equilatero, tutti i lati sono uguali. Se l'altezza del filetto fosse sempre fissa (es. 0,5 mm per lato, per giustificare quel 1 mm di diametro in meno), il passo (distanza tra le creste) sarebbe sempre lo stesso a prescindere dal diametro della vite. Ed è facile intuire come questo non possa essere vero confrontando banalmente una vite molto piccola con una molto grossa: il passo cambia. Vite grossa, triangolo grosso. Vite piccola, triangolo piccolo.

Se cambia il passo, cambia anche l'altezza del triangolo, e quindi la profondità del filetto.

Come calcolare il diametro del preforo: la tabella e la formula ISO

Diametro Nominale (diametro della vite che voglio avvitare) Passo (distanza tra una cresta e l'altra) Diametro Foro (diametro della punta con cui fare il foro)
M3 0,5 mm 2,5 mm
M4 0,7 mm 3,3 mm
M5 0,8 mm 4,2 mm
M6 1 mm 5 mm
M8 1,25 mm 6,75 mm
M10 1,5 mm 8,5 mm
M12 1,75 mm 10,25 mm

Esiste una logica precisa per capire quale punta usare in base al tipo di filetto che si vuole ottenere. Vi basta guardare questa tabella ISO dedicata al passo grosso. Noterete che all'aumentare del diametro aumenta anche il passo, perché una vite più grande deve gestire sollecitazioni maggiori e l'accoppiamento deve essere più profondo per garantire la tenuta.

Il diametro del preforo si calcola con questa formula fondamentale:

$$D = d - P$$

  • D (maiuscolo): diametro della punta da preforo (la nostra incognita).
  • d (minuscolo): diametro nominale della filettatura (es. 6 per M6).
  • P: Passo della filettatura (espresso in mm).

Esempi pratici:

  • M6: il passo è 1, quindi 6 - 1 = 5 mm (questo è un caso particolare dove la regola del "-1 mm" funziona).
  • M4: Il passo è 0,7, quindi 4 - 0,7 = 3,3 mm.
  • M12: Il passo è 1,75, quindi 12 - 1,75 = 10,25 mm.

Come vedete, servono punte con diametri "strani" (3.3 mm, 4.2 mm, 10.25 mm) che non troverete mai nel cestone del discount. Ecco perché avere un kit completo come questo della Krino, che include già le sette punte elicoidali corrette (2.5, 3.3, 4.2, 5.0, 6.8, 8.5, 10.25 mm), è la soluzione definitiva.

Consigli utili per la foratura e la maschiatura

I consigli di base sono i soliti per la foratura dei metalli, ma con qualche attenzione extra:

  1. Velocità e Lubrificazione: non andate a mille giri per fare prima. evitate surriscaldamenti e lubrificate sempre con olio da taglio.
  2. Strumentazione: se possibile, usate il trapano a colonna per garantire la perpendicolarità.
  3. Punzonatura: usate sempre un bulino per segnare il centro prima di iniziare a forare.
  4. Diametro corretto: se il foro è troppo piccolo, il maschio farà fatica, si incastrerà e si spezzerà (ed è un dramma estrarlo). Se il foro è troppo grande, le creste risulteranno piatte (come trapezi) e la filettatura sarà debole: la vite ballerà dentro e non terrà il carico.

Conclusioni sulla Trilogia del Filetto

Se dovete filettare un foro che non c'è, lo ottenete con le punte speciali fatte apposta che, abbinate al maschio, vi permetteranno di ottenere una perfetta madrevite. Con questo concludiamo la nostra trilogia. In un'epoca di macchine CNC iper-automatizzate, PLC e software, i maschi e le filiere restano strumenti "vecchia scuola" che insegnano l'umiltà a chi crede che basti premere un tasto.

Se pensiamo che una vite senza filetto sia solo un cilindro e che una madrevite senza filetto sia solo un foro, immaginate come sarebbe un mondo senza filettatura.

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