Benvenuti nel secondo capitolo del corso gratuito: "Impara a filettare in 10 minuti, diventa anche tu un guru della meccanica e trasferisciti di corsa a Dubai a comprare Lamborghini tamarre vivendo di rendita per sempre".
Nello scorso articolo abbiamo parlato dei maschi, ovvero di come generare un filetto in un foro (creare un "dado", diciamo). E dove c'è un interno, c'è un esterno: è una legge meccanica, non solo filosofica. Qui entra in scena la filiera, l'altra metà, quella complementare del maschio. L'anello che chiude il cerchio, o meglio, che lo filetta. La filiera è lo strumento che si crede un tornio in miniatura: il suo compito è creare filettature esterne. Praticamente è il "parrucchiere" delle barre filettate: lo alloggi nel girafiliere, lo stringi con la chiave e cominci a girare.
Le filiere vengono spesso ignorate sul banco da lavoro o dimenticate in un cassetto finché non serve creare una vite dal nulla. E allora, all'improvviso, diventano le regine dell'universo incontrastate, trasformando un anonimo cilindro di metallo in un capolavoro elicoidale degno di essere avvitato in eterno. Anche loro hanno un codice d'onore: il riferimento alla norma è la DIN 223. Vanno montate sugli appositi girafiliere, manovrate con polso fermo e una pazienza "super zen". Faranno la loro magia a colpi di un quarto di giro: non esagerate. Dai la cera, togli la cera!
Come usare la filiera manuale: tutorial per filettatura su acciaio e metallo
Filettare un cilindro è un'attività che richiede precisione e lentezza, non forza, esattamente come per filettare un foro. È un'arte: un angolo sbagliato o una sbavatura di troppo e ti ritrovi con un filetto che sembra uscito da una rissa tra bulloni. Non parliamo poi di quando si usano materiali difficili come l'acciaio inox, dove cercare di filettare è come tentare di intagliare il legno usando un cucchiaino da tè.
Tipologie di filiere: fisse, regolabili e a cricchetto
Esistono diverse tipologie di filiere che vediamo velocemente per dovere di cronaca:
- Filiere intere (o fisse): sono quelle comuni, che vedete nel video, perfette per tutte le lavorazioni standard. Ognuna filetta un diametro, un profilo e un passo specifico. Se non ricordate cosa siano profilo e passo, andate a rileggere il primo articolo col glossario, così non fate la figura delle zappe ignoranti al Golf Club.
- Filiere regolabili: permettono la regolazione del diametro effettivo del filetto. Si vedono di rado tra gli hobbisti, si usano in settori industriali dove servono accoppiamenti con specifiche interferenze o giochi particolari.
- Filiere a cricchetto (o a scatto): Usate anche queste in ambito professionale, garantiscono rapidità e ripetibilità nelle produzioni in serie, ma non le tratteremo oggi.
Consigli pratici per la filettatura esterna
Molti aspetti sono simili alla maschiatura, ma vale la pena ripeterli per evitare disastri:
- Lubrificare sempre (Olio da taglio): anche la filiera è esigente. Senza olio da taglio specifico grippa, strappa e urla pietà. E non fate i barboni: non usate l'olio delle patatine fritte di ieri. Serve olio serio per agevolare l'avanzamento e lo scarico del truciolo. Se il tutto "gratta", rischiate che lo scarto si incastri e rovini la filiera o la barra.
- Alternare la rotazione: non filettate come se aveste in mano un fidget spinner: su un filetto da ripassare potete tornare indietro ogni mezzo giro; su una barra liscia da filettare da zero, tornate indietro di un quarto di giro ogni volta per spezzare il truciolo. Meglio un minuto in più che rompere tutto.
- Controllare l'ortogonalità (90°): se sbagli l'angolo di ingresso, ottieni due problemi. Il primo: il filetto viene male e il dado non si avvita. Il secondo: la filiera si impunta e rischi di scheggiare o deformare i denti affilati dello strumento. Siate delicati: è meccanica di precisione, non siamo nel mondo dell'incudine e del martello.
Nota tecnica sull'invito: Più la cima della barra da filettare è piatta (senza sbavature), più sarà facile mantenere la perpendicolarità. Se filettate su una barra smussata o conica, all'inizio sembrerà più facile "appoggiare" la filiera, ma il rischio di oscillare e andare fuori asse aumenta tantissimo.
Attenzione al materiale: C40 vs AISI 316
Occhio al materiale lavorato! Mentre l'acciaio C40 sorride passivamente e si lascia filettare con eleganza (ha circa 20-25° Rockwell di durezza), l'acciaio AISI 316 (inox) o altri acciai speciali vi guardano male e vi spezzano le filiere a metà come stuzzicadenti da osteria. Se dovete creare barre inox per l'esterno, andateci giù con estrema umiltà: alla fine siete sempre voi quelli che ci "smenano" se il ferro decide di fare quello che vuole lui.
Contenuto del set Krino e abbinamento corretto
Nel set abbiamo sette filiere a norma DIN 223 (M3, M4, M5, M6, M8, M10, M12) e solo cinque girafiliere. Perché? Guardando i girafiliere troviamo incisioni come 20x5, 20x7, 25x9, 30x11, 38x14. Il primo numero indica il diametro della filiera alloggiabile, il secondo l'altezza utile interna.
Come abbinare filiera e girafiliere
La superficie esterna della filiera presenta delle cavità (incavi). Le viti di blocco sul girafiliere sono appuntite proprio per entrare in questi incavi, bloccando la filiera ed evitando che giri a vuoto. Attenzione quindi allo spessore: se avete due girafiliere con diametro 20mm, ma uno è profondo 5mm e l'altro 7mm, dovete usare quello corretto. Se mettete una filiera sottile (spessa 5) in un girafiliere profondo 7, le viti saranno fuori asse di 1mm rispetto alla mezzeria dell'incavo, rischiando di rovinare il fissaggio. Nel dubbio, usate il calibro! Vi invito a guardare il video a inizio articolo, è più facile da vedere che da spiegare.
Conclusioni
Le filiere sono gli strumenti indispensabili per creare filetti esterni su barre cilindriche o per ripristinare viti danneggiate. Con questo chiudiamo il secondo capitolo della serie. Leggi l'ultimo articolo, quello dedicato alle snobbatissime ma super fondamentali punte da preforo!