Prezzario nazionale del lavori pubblici: la svolta?

Prezzario nazionale del lavori pubblici: la svolta?

16 gennaio 2026 14:42
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Con la Legge di Bilancio 2026 arriva il parametro unico per stabilizzare i costi dei cantieri e dare certezze alle imprese.

La Legge di Bilancio 2026 segna un punto di svolta per il settore delle costruzioni con l'introduzione del Prezzario Nazionale dei lavori pubblici.

Il provvedimento del Governo vuole portare uniformità e trasparenza nel calcolo dei costi degli appalti su tutto il territorio nazionale, così da contrastare le distorsioni causate dal caro-materiali e dalla frammentazione dei listini regionali.

Il prezzario sarà definito da un apposito Osservatorio composto da 10 esperti in appalti pubblici, ingegneria, economia e statistica ma i listini regionali resteranno.

Non verranno eliminati i prezzari regionali: questo diventerà solamente il benchmark di riferimento. Si potranno ancora infatti consultare i listini locali, ma si dovrà giustificare tecnicamente ogni eventuale scostamento dai valori nazionali.

L'obiettivo è garantire che il costo delle opere pubbliche sia basato su dati reali e aggiornati, riducendo il rischio di contenziosi e garantendo la sostenibilità economica dei progetti, inclusi quelli legati al PNRR.

Una riforma che punta a dare regole chiare a chi progetta e a chi costruisce, mettendo ordine in un sistema finora troppo eterogeneo. L'idea è sicuramente valida e corretta, ora il tema è:

Riusciranno i nostri eroi a non mandare tutto in vacca come al solito?

Perchè visto che siamo in Italia un paio di dubbi ci vengono subito:

Prezzo reale?

Il pericolo è che il Prezzario Nazionale diventi un prezzo politico e non di mercato.

Se lo Stato fissa un prezzo troppo basso per risparmiare, le imprese serie non parteciperanno ai bandi (perché andrebbero in perdita) e resteranno solo quelle che puntano a risparmiare sulla qualità o sulla sicurezza.

Al contrario, se i prezzi sono troppo alti, si rischia un gonfiamento artificiale della spesa pubblica a favore di pochi.

La scappatoia tecnica

La legge dice che si possono usare i prezzi regionali, ma bisogna "motivare tecnicamente" lo scostamento dal nazionale.

In Italia la burocrazia usa spesso le "relazioni tecniche" come paravento. Questa clausola rischia di diventare il modo per continuare a fare come prima: basterà un copia-incolla di motivazioni standard per ignorare il Prezzario Nazionale e favorire aziende locali o costi gonfiati.

L'aggiornamento lento

Se il Prezzario Nazionale viene aggiornato una volta all'anno (o peggio), ma i prezzi delle materie prime (acciaio, bitume, energia) schizzano in alto in una settimana: il prezzario diventa carta straccia.

Le imprese potrebbero trovarsi bloccate con prezzi vecchi, portando allo stallo dei cantieri o a varianti in corso d'opera sospette per "aggiustare" il tiro.

Per evitare che tutto finisca nella solita "bolla di sapone", l'Osservatorio del MIT dovrà agire quasi in tempo reale, come una borsa valori.

Se non sarà veloce e trasparente il rischio è che questo strumento diventi solo un ulteriore timbro burocratico che complica la vita a chi vuole lavorare onestamente e favorisce chi al contrario non è onesto per niente.

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