Caso BEIC: Boeri e Zucchi al processo
Milano

Caso BEIC: Boeri e Zucchi al processo

17 febbraio 2026 16:08
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Ancora guai per Boeri ora sotto processo anche per turbativa d'asta, insieme a Cino Zucchi, per l'attribuzione dell'appalto della biblioteca BEIC

Chi ha vinto davvero e perchè le archistar sono a processo?

Il bando BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) non è un progetto qualunque: parliamo di un investimento da circa 130 milioni di euro finanziato con fondi PNRR. Se il progetto della nuova biblioteca è stato vinto da Tamburelli (Baukuh) e Lunati (Onsitestudio), perché Stefano Boeri, Cino Zucchi e Andrea Caputo vanno a processo?

Stefano Boeri, in qualità di Presidente della Fondazione BEIC, e Cino Zucchi, come membro della commissione giudicatrice, ricoprivano ruoli di garanzia che, secondo l'accusa, sarebbero entrati in conflitto con le relazioni professionali pregresse con alcuni partecipanti.

Il cuore dell'inchiesta: le chat

Gli imputati non avrebbero dichiarato importanti legami professionali pregressi con i vincitori, una cordata di cui fanno parte alcuni loro allievi ed altri partner professionali.

Secondo le indagini ci sarebbero stati presunti "accordi", documentati da chat, per assegnare ai propri conoscenti, nel luglio 2022, quella gara indetta dal Comune di Milano. Per le difese, invece, ha vinto il progetto migliore senza favoritismi nè illeciti (e figuriamoci se avessero mai detto il contrario),

La Procura di Milano quindi non contesta solo il vincitore, ma il "metodo". Grazie all'analisi di messaggi e telefonate, i PM sostengono che:

  1. L'anonimato era finto: i giurati sapevano chi stava disegnando cosa
  2. Interessi privati: mentre giudicavano il concorso pubblico BEIC, Boeri e Zucchi avevano rapporti d'affari privati con i concorrenti (in particolare con Caputo, arrivato terzo) su altri progetti come Milano Sesto (la riqualificazione delle aree ex-Falck). Qui si configura il nodo tecnico-giuridico: la sovrapposizione tra l'attività di consulenza privata e la funzione di pubblico ufficiale delegato alla selezione di un'opera finanziata dalla collettività.
  3. Accordi sottobanco: le chat svelerebbero contatti continui per "indirizzare" l'esito della gara verso un ristretto cerchio di studi milanesi.

"Mandami le tue note sui valori del progetto... Soprattutto funzionali"

"Siete bene classificati ma non avete vinto"

Foto di un libro con inserite 18 banconote da 50 euro

Il pacchetto completo all'italiana...

La trasparenza nei concorsi di progettazione

Il caso solleva una questione critica sulla gestione dell'anonimato nei concorsi internazionali. Se il "sistema Milano" - fatto di collaborazioni strette tra studi d'eccellenza - collide con le rigide procedure del Codice degli Appalti, il rischio è il blocco dei cantieri. In questo scenario, la turbativa d'asta non è solo un reato ipotizzato, ma un potenziale freno a una delle opere più attese della città.

Le conseguenze

Il GUP ha deciso: tutti a processo il 17 aprile 2026. L'accusa è turbativa d'asta e collusione. Gli architetti si difendono: "Solo stima professionale, nessun illecito".

Mentre il cantiere della BEIC nell'area di Porta Vittoria prosegue, l'ombra del processo mette in discussione la regolarità delle procedure di assegnazione dei grandi appalti di architettura in Italia, in bilico tra merito progettuale e dinamiche di network professionale.

Resta il dubbio: a Milano vince il progetto migliore o il più "connesso"? La parola passa ai giudici.

[AGGIORNAMENTO 17/04/2026]
Processo BEIC Boeri-Zucchi: si litiga sulle parole chiave da usare nelle chat

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