Come si costruiscono i piloni dei ponti in acqua? La guida ai cofferdam

Come si costruiscono i piloni dei ponti in acqua? La guida ai cofferdam

29 agosto 2025
 di lettura

Scopri come l'ingegneria sfida la natura: dal recinto di palancole (cofferdam) al getto di calcestruzzo

Guardando i grandi ponti o viadotti che attraversano un largo fiume o un braccio di mare, è impossibile non farsi una domanda: come fanno a costruire i piloni direttamente in mezzo all'acqua? La risposta non è magia, ma un mix perfetto di ingegneria idraulica e strutturale. Il processo è estremamente complesso e non adatto ai deboli di cuore, a causa della costante pressione dell'acqua e dei rischi di crollo.

Scopriamo insieme, passo dopo passo, come nascono le fondamenta dei ponti sull'acqua, partendo da un elemento fondamentale: il cofferdam.

1. Creare l'area di lavoro: il ruolo delle palancole e del cofferdam

Per poter gettare le fondamenta di un pilone, gli operai hanno bisogno di un'area di lavoro asciutta.

Ma come si asciuga una porzione di mare o di fiume? Non puoi mica spostarlo come faresti con una sedia mentre passi l'aspirapolvere...

La soluzione si chiama cofferdam (o tura). Per crearlo, si utilizzano le palancole: enormi e spessi pannelli di acciaio ondulato.

Queste palancole vengono letteralmente conficcate nel fondale marino o fluviale tramite potenti battipalo, incastrandosi l'una con l'altra per formare un gigantesco "recinto" sigillato attorno all'area dove sorgerà il pilone.

2. Drenaggio e doppia sigillatura: la sfida alle infiltrazioni

Una volta che il recinto di acciaio è chiuso, inizia la fase di svuotamento. Potenti pompe idrauliche aspirano l'acqua dall'interno del cofferdam, portando finalmente alla luce il fondale.

Tuttavia, c'è un problema: le giunture delle palancole non sono quasi mai perfettamente stagne al 100%. Per garantire la massima sicurezza agli operai, si ricorre spesso a una doppia sigillatura:

  • Si costruisce un secondo cofferdam concentrico (uno più piccolo all'interno di uno più grande).
  • Si riempie l'intercapedine tra i due recinti d'acciaio con del calcestruzzo o materiale impermeabile.

In questo modo, ogni via d'accesso per le infiltrazioni d'acqua viene sbarrata.

3. Supporti strutturali e il getto della fondazione

Svuotare l'acqua crea uno squilibrio di forze: la pressione dell'acqua esterna spinge con una forza devastante contro le pareti d'acciaio del cofferdam.

Per evitare che la struttura imploda su se stessa, gli ingegneri inseriscono un massiccio reticolo di supporti orizzontali in acciaio (puntoni) all'interno dello scavo.

Contemporaneamente, per evitare che l'acqua risalga dal terreno, viene gettata sul fondale una spessa e pesante base di calcestruzzo sottomarino. Questo "tappo" non solo sigilla il fondo, ma fungerà anche da fondazione per l'intero pilone del ponte.

4. La costruzione del pilone e la rimozione del cassone

Solo a questo punto, con un ambiente finalmente sicuro, asciutto e stabilizzato, gli operai possono iniziare a costruire il pilone in cemento armato. Da questo momento in poi, i lavori procedono esattamente come se ci si trovasse sulla terraferma, innalzando la struttura livello dopo livello.

Una volta che il pilone è completato ed è in grado di autosostenersi, il processo viene invertito:

  • il cofferdam viene allagato in modo controllato
  • i supporti vengono smontati
  • e le palancole d'acciaio vengono estratte dal fondale per essere riutilizzate.

Le sfide dell'ingegneria moderna: sicurezza e tecnologia

Lavorare sotto il livello dell'acqua comporta rischi elevatissimi. Le sfide principali includono:

  • La pressione idrostatica costante: l'acqua cerca continuamente di riprendersi il suo spazio.
  • La corrosione: in ambiente marino, la combinazione di acqua e sale corrode rapidamente l'acciaio, richiedendo materiali trattati e tempistiche rigorose.
  • Le onde e il vento: quando la costruzione deve avvenire in ambienti "allegri", le cose si complicano e non poco

Fortunatamente, l'ingegneria moderna ha fatto passi da gigante. Oggi la sicurezza è garantita da sensori hi-tech installati sulle pareti del cassone. Questi dispositivi monitorano la stabilità del cofferdam in tempo reale, rilevando variazioni di pressione o micro-spostamenti dell'acciaio, permettendo agli ingegneri di intervenire prima che si verifichi un'emergenza.

Costruire un ponte è una battaglia vinta contro le forze della natura, e ogni pilone che emerge dall'acqua è un vero e proprio capolavoro di ingegno umano.

TUTTI I FATTI, SENZA FUFFA.
Niente notifiche inutili, solo i nuovi articoli. È un canale anonimo: io non vedo il tuo numero, tu non ricevi spam. 100% pragmatismo, come al solito, ormai lo sai.

ENTRA NEL CANALE WHATSAPP

Potrebbe interessarti anche:

Anas ha recentemente acceso i riflettori sul viadotto Caldo, installando un sistema di monitoraggio basato su tecnologia IoT 

Tutorial sull'uso dei maschi a mano per creare filettature interne, scegliere tra maschi a sbozzare o di finitura e quali lubrificanti usare 

La guida tecnica per sanare e gestire le difformità edilizie un tempo considerate insanabili 

Perché l'Italia distrugge i suoi parchi storici: l'assurda guerra della Soprintendenza alle specie esotiche 

Archistar, dirigenti comunali e costruttori rinviati a giudizio per lottizzazione abusiva: 5,5 milioni di euro di oneri evasi 

Il nuovo paradigma dell'ingegneria sismica: come cambia la progettazione delle strutture 

deltadueuno: il portale tecnico di riferimento per l'ingegneria, i materiali e l'innovazione in cantiere e in laboratorio ... e l'unico marchette-free