Guardando i grandi ponti o viadotti che attraversano un largo fiume o un braccio di mare, è impossibile non farsi una domanda: come fanno a costruire i piloni direttamente in mezzo all'acqua? La risposta non è magia, ma un mix perfetto di ingegneria idraulica e strutturale. Il processo è estremamente complesso e non adatto ai deboli di cuore, a causa della costante pressione dell'acqua e dei rischi di crollo.
Scopriamo insieme, passo dopo passo, come nascono le fondamenta dei ponti sull'acqua, partendo da un elemento fondamentale: il cofferdam.
1. Creare l'area di lavoro: il ruolo delle palancole e del cofferdam
Per poter gettare le fondamenta di un pilone, gli operai hanno bisogno di un'area di lavoro asciutta.
Ma come si asciuga una porzione di mare o di fiume? Non puoi mica spostarlo come faresti con una sedia mentre passi l'aspirapolvere...
La soluzione si chiama cofferdam (o tura). Per crearlo, si utilizzano le palancole: enormi e spessi pannelli di acciaio ondulato.
Queste palancole vengono letteralmente conficcate nel fondale marino o fluviale tramite potenti battipalo, incastrandosi l'una con l'altra per formare un gigantesco "recinto" sigillato attorno all'area dove sorgerà il pilone.
2. Drenaggio e doppia sigillatura: la sfida alle infiltrazioni
Una volta che il recinto di acciaio è chiuso, inizia la fase di svuotamento. Potenti pompe idrauliche aspirano l'acqua dall'interno del cofferdam, portando finalmente alla luce il fondale.
Tuttavia, c'è un problema: le giunture delle palancole non sono quasi mai perfettamente stagne al 100%. Per garantire la massima sicurezza agli operai, si ricorre spesso a una doppia sigillatura:
- Si costruisce un secondo cofferdam concentrico (uno più piccolo all'interno di uno più grande).
- Si riempie l'intercapedine tra i due recinti d'acciaio con del calcestruzzo o materiale impermeabile.
In questo modo, ogni via d'accesso per le infiltrazioni d'acqua viene sbarrata.
3. Supporti strutturali e il getto della fondazione
Svuotare l'acqua crea uno squilibrio di forze: la pressione dell'acqua esterna spinge con una forza devastante contro le pareti d'acciaio del cofferdam.
Per evitare che la struttura imploda su se stessa, gli ingegneri inseriscono un massiccio reticolo di supporti orizzontali in acciaio (puntoni) all'interno dello scavo.
Contemporaneamente, per evitare che l'acqua risalga dal terreno, viene gettata sul fondale una spessa e pesante base di calcestruzzo sottomarino. Questo "tappo" non solo sigilla il fondo, ma fungerà anche da fondazione per l'intero pilone del ponte.
4. La costruzione del pilone e la rimozione del cassone
Solo a questo punto, con un ambiente finalmente sicuro, asciutto e stabilizzato, gli operai possono iniziare a costruire il pilone in cemento armato. Da questo momento in poi, i lavori procedono esattamente come se ci si trovasse sulla terraferma, innalzando la struttura livello dopo livello.
Una volta che il pilone è completato ed è in grado di autosostenersi, il processo viene invertito:
- il cofferdam viene allagato in modo controllato
- i supporti vengono smontati
- e le palancole d'acciaio vengono estratte dal fondale per essere riutilizzate.
Le sfide dell'ingegneria moderna: sicurezza e tecnologia
Lavorare sotto il livello dell'acqua comporta rischi elevatissimi. Le sfide principali includono:
- La pressione idrostatica costante: l'acqua cerca continuamente di riprendersi il suo spazio.
- La corrosione: in ambiente marino, la combinazione di acqua e sale corrode rapidamente l'acciaio, richiedendo materiali trattati e tempistiche rigorose.
- Le onde e il vento: quando la costruzione deve avvenire in ambienti "allegri", le cose si complicano e non poco
Fortunatamente, l'ingegneria moderna ha fatto passi da gigante. Oggi la sicurezza è garantita da sensori hi-tech installati sulle pareti del cassone. Questi dispositivi monitorano la stabilità del cofferdam in tempo reale, rilevando variazioni di pressione o micro-spostamenti dell'acciaio, permettendo agli ingegneri di intervenire prima che si verifichi un'emergenza.
Costruire un ponte è una battaglia vinta contro le forze della natura, e ogni pilone che emerge dall'acqua è un vero e proprio capolavoro di ingegno umano.