Ogni grande storia comincia con un protagonista sottovalutato. Nel nostro caso è il maschio, che non è quello che lascia la tavoletta alzata, ma è un utensile cilindrico elicoidale affusolato che scava, incide e plasma la materia creando la filettatura interna.
Ovviamente va usato in un foro già presente, perché il maschio non fora: crea solo il filetto. Per forare servono le punte, che vedremo in seguito.
Ma se il foro c'è già e dovete creare il filetto, o se il filetto è rovinato e dovete correggerlo, ripassarlo o ripararlo, allora il maschio è lo strumento giusto.
Il processo di maschiatura è teoricamente molto semplice:
- si maschia il foro;
- si avvita la vite;
- si vive felici.
Ma c'è una costante minaccia che trasforma ogni operazione in una sorta di roulette russa meccanica, perché la specialità del maschio, dovete sapere, è quella di rompersi nel foro. Non appena ti distrai un secondo, si spezza, ed estrarlo è un'esperienza spirituale mistica che non auguriamo a nessuno: c'è gente là dal '97 che ancora cerca di tirarli fuori. Quindi, la regola d'oro sui maschi è: bisogna evitare a ogni costo di romperli nel foro così da evitare lunghi smadonnamenti.
Tipologie di maschi: a mano, a macchina e a rullare
Esistono differenti tipologie di maschi. Oggi ne vediamo una sola, ma per completezza le citiamo tutte:
- Maschi a mano: quelli che mostro nel video, in tre passaggi (sgrossatore, intermedio e finitore).
- Maschi a macchina: simili come logica a quelli a mano, ma ottimizzati per l'uso con CNC e trapani radiali.
- Maschi a rullare: questi non tagliano, ma deformano plasticamente il materiale. Piacciono molto all'industria aerospaziale perché non lasciano trucioli e generano filetti molto più tenaci, in grado di gestire sollecitazioni e momenti torcenti elevati. Tuttavia, non sono filetti che si fanno in garage: servono macchinari industriali particolari.
Torniamo quindi ai nostri maschi a mano per le lavorazioni artigianali. Per fare un ottimo filetto interno non basta una sola passata: servono infatti tre maschi: lo sgrossatore, l'intermedio e il rifinitore.
Differenze tra maschi da sgrossatura, intermedi e rifinitori
I tre maschi sono identificabili normalmente grazie a un segno, una lettera o un numero. In questo set della Krino (cod. 17020500), ad esempio, vediamo una linea per lo sgrossatore, due linee per l'intermedio e nessuna linea per il finitore. Si possono riconoscere anche guardandoli bene sotto una lente: se mettiamo i maschi di un M12 su uno sfondo bianco per avere contrasto, la differenza è netta. Si nota come la base del filetto (il passo) sia sempre la stessa, ma il culmine, la cresta, è molto diversa:
- Il maschio per sgrossare ha un profilo quasi a trapezio, serve per creare il primo canale d'invito.
- L'intermedio taglia un po' di più, il lato piatto del trapezio si accorcia sensibilmente.
- Il finitore ha un profilo triangolare ed è affilato come un coltello, con questo incidiamo gli ultimi decimi di millimetro per creare un canale perfetto.
Consigli per una maschiatura perfetta (ed evitare rotture)
Ecco alcuni consigli fondamentali per evitare gli errori più comuni in officina:
- Lubrificare sempre: questo vale per tutto. Sia durante la foratura che nella filettatura (interna o esterna), bisogna sempre utilizzare olio da taglio specifico per agevolare l'avanzamento e lo scarico del truciolo. Stiamo tagliando acciaio usando altro acciaio, a mano; senza lubrificazione si rischiano sbavature o, peggio, che lo scarto si incastri provocando la rottura del maschio.
- Alternare la rotazione: non maschiate come se aveste in mano un avvitatore. E' un lavoro di pazienza, da non fare di fretta. Se state solo ripassando un filetto esistente, tornate indietro ogni mezzo giro per spezzare il truciolo. Su un foro liscio da filettare da zero, tornate indietro anche ogni quarto di giro. Meglio metterci un minuto in più che tirar giù tutto il calendario perché il maschio si è spezzato.
- Verificare l'ortogonalità: non date per scontato che il foro faccia da guida perfetta. Bisogna fare estrema attenzione ad essere perpendicolari, soprattutto all'inizio durante la creazione delle prime spire. Mettete il pezzo in morsa e controllate il giramaschi da più angolazioni (frontale e laterale) per verificare di essere sempre in linea. Oppure, trucco numero 1000, se avete un buon trapano a colonna inserite il maschio come fosse una punta e usate il mandrino, ruotandolo a mano, come giramaschi per le prime 2-3 spire ;-)
- Attenzione al giramaschi a cricchetto: evitate, quando possibile, di usare il giramaschi a cricchetto su filetti nuovi. Sembra una soluzione veloce, ma può creare più danni che altro. Va bene per ripassare filetti o per lavorare a bordo macchina dove manca lo spazio fisico, ma il giramaschi tradizionale (più largo) permette di percepire meglio la perpendicolarità e rende più agevole il movimento di ritorno per rompere il truciolo.
Il set Krino DIN 352: contenuti e scelta del giramaschi
Cosa troviamo nel set riguardo ai maschi? Abbiamo:
- 21 maschi a norma DIN 352 (tre pezzi per ciascuna misura: M3, M4, M6, M8, M10 e M12)
- un giramaschi piccolo (per maschi da 1 a 10)
- un giramaschi grande (per maschi da 4 a 12)
- un giramaschi a cricchetto.
Come scegliere tra i due giramaschi se il diametro è compatibile con entrambi (ad esempio per un M6)? Il giramaschi piccolo è più comodo in spazi ristretti e trasmette più sensibilità: "senti" meglio l'acciaio mentre viene tagliato. Il giramaschi grande fa più leva e, grazie all'impugnatura lunga, aiuta a capire meglio se siamo perpendicolari. Personalmente, preferisco usare il grande all'inizio per garantire l'allineamento e, dopo le prime tre spire (le "panne"), passare al piccolo per sentire meglio cosa sta accadendo nel foro.
Conclusioni
I maschi sono strumenti indispensabili per creare sedi filettate in cui le viti possano avvitarsi stabilmente. Vanno usati con estrema calma, lubrificazione abbondante e massima perpendicolarità. Nel prossimo articolo vedremo invece le filiere, ovvero gli strumenti speculari che permettono di creare filetti esterni su barre lisce per costruire le vostre viti su misura.