Il teorema giudiziario che sta scuotendo l'urbanistica milanese impone di calibrare bene le lenti. Affermare che Marco Cerri e Nerino Valentini siano parimenti "al centro" degli scandali significa fare una pessima lettura delle carte processuali. Le ordinanze del GIP Mattia Fiorentini e le intercettazioni della Guardia di Finanza tracciano un solco netto: l'architetto Cerri è l'architrave di un sistema di potere ramificato, l'ingegner Valentini è un tecnico confinato ai vani caldaia.
Ecco i fatti, smontati secondo le evidenze d'indagine.
Marco Cerri: l'ufficio parallelo e il "ghostwriter" del Decreto Salva-Milano (o Salvami-L'ano, fa lo stesso)
Marco Emilio Cerri non è un semplice progettista inciampato in un errore di calcolo. Nel fascicolo dell'aggiunto Tiziana Siciliano e dei PM Petruzzella, Filippini e Clerici, Cerri emerge come un dominus assoluto della burocrazia edilizia meneghina. Ex componente strategico della Commissione Paesaggio, ha sfruttato al millimetro la "porta girevole" tra il ruolo di controllore e quello di facilitatore per costruttori e immobiliaristi.
Il suo non era uno studio di architettura, ma, secondo le accuse, una succursale occulta di Palazzo Marino gestita in tandem con l'ex dirigente comunale Giovanni Oggioni (finito ai domiciliari per corruzione e depistaggio e già presente nel cast di tutte le altre stagioni del Sistema Milano).
- La misura interdittiva: oggi il GIP ha interdetto Cerri dalla professione e dai pubblici uffici per un anno. Non si tratta di un banale abuso edilizio, ma della disarticolazione di una rete di relazioni illecite.
- I cantieri sotto la lente: se per via Anfiteatro (Unico-Brera) l'accusa di falso è caduta in prescrizione, Cerri è indagato pesantemente per falso in atto pubblico in via Cecchi e per il cantiere di via Lamarmora. Per quest'ultimo, il GIP ha riqualificato l'accusa di traffico di influenze in una ben più grave tentata concussione. Si indaga anche sul suo "doppio gioco" nel progetto Libia 1.
- Il capolavoro politico: la vera vetta del bomberismo si raggiunge fuori dai cantieri. Le intercettazioni rivelano che Cerri è stato il redattore occulto della legge "Salva Milano". Piuttosto che difendersi nei tribunali, Cerri e Oggioni dettavano letteralmente le bozze di legge ai parlamentari (tramite contatti con deputati di vari schieramenti) per sanare le proprie pratiche e azzerare le inchieste della Procura. Un'operazione di chirurgia legislativa per salvare il portafogli.
Nerino Valentini: calcoli termici e nessun "Sistema" per lui
Se si cerca il nome di Nerino Valentini nell'organigramma del potere occulto milanese, si fa un buco nell'acqua. L'ingegnere, operante principalmente per conto della società cooperativa mantovana Coprat, non figura tra i vertici del "Sistema" sgominato dalla magistratura.
Il suo coinvolgimento documentato si limita al ruolo di fornitore di servizi tecnici super-specializzati. Nel sequestro del cantiere "Unico-Brera" in via Anfiteatro, Valentini è rubricato unicamente come responsabile di "Progetto e Direzione Lavori Impianti". In sintesi:
Associarlo direttamente agli scandali sistemici milanesi è un errore materiale: significa non fare distinzione tra chi ha creato e forzato la base giuridica dell'abuso (le finte ristrutturazioni di Cerri e dei dirigenti comunali) e chi è stato chiamato a calcolare il flusso termico di un edificio che si presumeva autorizzato.
Sistema Milano: se Cerri è il regista, Valentini resta in sala macchine
Il "Sistema Milano" non è caduto per colpa dei tubi o dei cavi elettrici. È collassato perché un nucleo ristretto di professionisti e dirigenti ha privatizzato l'urbanistica cittadina. Marco Cerri siedeva esattamente al tavolo della regia; Nerino Valentini, carte alla mano, non è mai uscito dalla sala macchine.