Sono tutti ricchi, con i soldi degli altri... (semicit.)
A parte gli scherzi, ennesimo scivolone delle autorità e dei responsabili del progetto - che tanto autorevoli o responsabili poi non sono - che millantava innovazione, sostenibilità e diverse altre parole alla moda in questo momento (sono riusciti pure a ficcarci dentro le Olimpiadi 🤦♂️).
Alstom chiude la produzione dei treni a idrogeno
Ora la divisione che ha prodotto i treni a idrogeno, gli Alstom Coradia Stream H, chiude i battenti per assenza di fondi pubblici e dopo che mezza Europa aveva già smesso di acquistarli (ma noi no, figuriamoci) ci ritroviamo un biglietto di sola andata per inkoolandia, come al solito.
Dario Balotta, responsabile trasporti di Europa Verde e co-portavoce a Brescia: "Si dimostra sempre più sbagliata, costosa e inefficiente la scelta di Trenord e di Regione Lombardia di lanciarsi nella tecnologia dei treni a idrogeno. Quella dei treni a idrogeno rischia di diventare una tecnologia obsoleta ancor prima di svilupparsi. L'azienda lombarda li aveva acquistati, senza gara, ad un prezzo triplo - 12 milioni di euro - rispetto ad un analogo treno elettrico: ora si troverà senza pezzi di ricambio e senza la fondamentale assistenza manutentiva del costruttore. Solo una cosa è certa: tutto il progetto che costerà almeno 400 milioni di euro, sarà un salasso per la spesa pubblica e non porterà alcun miglioramento ai pendolari della Valle Camonica e Lombardi".
Bravissimi 👏
Del resto, come dice Confucio:
Prima o poi tutti i nodi vengono a galla... (o non erano nodi?!)
Se non avete seguito la vicenda, qui l'inchiesta completa sul primo treno a idrogeno d'Italia.